Una corsa sprecata

Inutile si sta rivelando la chiamata alle urne nel vano tentativo di costituire un governo solido e responsabile. la parte che è rimontata si nega al dialogo ed alla collaborazione come fanno gli alunni rissosi e impreparati in alcune scuole e che sono destinati ad essere bocciati. L’Italia non è ,come nel Medioevo, un piccolo comune che rivendica la sua autonomia  e l’ottiene per alzata di mano e con urla spaventose. Siamo una democrazia rappresentativa ,matura, che si deve rinnovare nei costumi e nella prassi. Dice bene il costituzionalista Giovanni Sartori,sul Corriere della Sera, a chiamare illusione costosa quella dei grillini, che a porte chiuse e con strattoni intendono isolarsi dalla collettività.

Una corsa sprecataultima modifica: 2013-03-07T13:22:49+01:00da corinina
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7 pensieri su “Una corsa sprecata

  1. Ciao Corinina e buon pomeriggio. Faccio fatica a comprendere il senso di quello che sta accadendo e le uniche certezze che per ora ho le hai elencate tu: elezioni praticamente inutili, almeno ad oggi e valutando quello che sta accadendo; futuro parecchio inquietante, sempre cercando di interpretare quello che è accaduto fino ad oggi.

    Non riesco ad immaginare altro.

  2. ciao, grazie della visita, no no dormo, sono super imbestialito, eventi a parte di cui non tengo conto, mi si è impallato il pc e ho perso una montagna di documenti, pazienza le cose, tutte, andranno come previsto, non da me, ho 2,3 post iniziati ma il troppo marasma mi disturba alquanto, spero nell’arrivo di un po di calma, ci si è pure messo il maltempo, un bacetto cgdg

  3. ciao
    ero finita nel mondo di alice, forse ho anticipato i tempi dei grillini o non ho ancora ben capito se dei “grilletti”…
    dovremmo essere una democrazia matura ma dai risultati delle urne non ci giurerei
    un salutone grande corinina 🙂 e buon pomeriggio di questo 8 marzo qui umido e fastidioso

  4. ciao Corinina,
    se in questa deriva, gli italiani sapessero valutare chi rema veramente dalla parte giusta, senza farsi condizionare da facili entusiasmi, forse una nuova consultazione elettorale potrebbe alleggerire il nostro futuro. Questo in teoria, perchè in pratica gli italiani sono più portati a vendersi ai migliori offerenti, senza valutare seriamente altre possibilità meno allettanti.
    Non ci resta che aspettare, sperando che non diventi troppo tardi.

    A presto. robi

  5. Situazione complessa perché difficilmente i veti contrapposti e la memoria dei torti subiti (presunti o reali) consentono di trovare la strada (o un qualsiasi sentiero tale da portarci su una via percorribile).

    Parte dell’Europa è stremata, noi in essa. Ma l’unica strada è (non certamente oggi…) l’Europa.
    L’Europa era e resta il più importante mercato mondiale, il “complesso” più industrializzato, l’insieme di cittadini ove grande, nonostante tutto, è la democrazia.

    Ma la nostra Europa attuale è, ancora, principalmente un’idea, un sogno. Molti politici con il termine Europa si riempiono la bocca, ma non sono disponibili a cedere un millimetro della sovranità attuale.

    Come si può parlare d’Europa se LE POPOLAZIONI d’Europa (non LA POPOLAZIONE d’Europa), hanno regimi fiscali diversi, regole commerciali diverse, salari diversi, diversi mezzi per favorire la cultura, etc. etc. etc. ?

    Come si può, limitandosi all’Eurozona, difendere l’Euro se non vi è un bilancio comune, un Parlamento responsabile, un capo di Stato che rappresenti l’Europa?

    Questi solo alcuni temi che certamente, a breve, torneranno di grande attualità.

    banzai43

  6. ho letto il tuo commento da me…!

    relativamente a quanto leggo sostengo che la ‘responsabilità’ avrebbe dovuto essere dimostrata di certo dai partiti tradizionali e avvezzi alle ‘coalizioni’ di convenienza nelle quali ammetto di non riuscire a scorgere la responsabilità vantata ma opportunità di esserci dal momento che non sarebbe stato possibile altrimenti. Sono tanti i fattori che dovrebbero essere presi in considerazione per i quali poi ci lamentiamo solo perché abbiamo dovuto accettarli supinamente quando decretati dai nostri supposti rappresentanti. Come l’adesione all’Euro, o la dipendenza dall’Europa senza poter dire la propria e cercando affannosamente la credibilità frutto di compromessi e donazioni facoltose. Un sistema questo ormai diventato dannoso per tutti. E’ il tempo, credo, di riprenderci ciò che possiamo a partire dalla centralità dell’uomo a discapito delle banche e dell’economia che forse dovrà ridursi e smettere di essere per ricominciare davvero e sotto nuovi auspici. Ma tutto questo prevede una visione differente e non semplice.
    un saluto corinina

    Uomo

    .

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