Chi ricorda più l’antica Atene?

i-sito-Atene_top.jpgDa qualche tempo si è acceso il dibattito sulla questione di Atene:conservarla nell’Europa o lasciare che il suo destino economico si compia con la sua esclusione? Conservarla è un’incognita, perchè oggi la finanza dirige ed indirizzal’aggregazione degli stati europei e non sente altre ragioni se non quelle d’un sano ed equilibrato loro bilancio.                                                                        Eppure un importante recente  saggio del Prof.filologo Luciano Canfora ,edito da Laterza,Il mondo di Atene ci richiama con incisivo realismo e ragionata documentazione a rivivere il tempo antico della sua fondazione e la forza della sua egemonia ,specie nel V sec a.C.quando deteneva un impero con un accordo mirato tra demo ed aristocrazia , formula che poi fu detta democrazia e permise il fiorire della creatività e dello splendore culturale,grazie al rispetto della libertà individuale . Che tristezza pensare che oggi per molti democrazia invece significa disordine e confusione e che la cultura è lettera morta nel tentativo di conciliare gli animi!

 

Chi ricorda più l’antica Atene?ultima modifica: 2012-02-29T11:49:00+01:00da corinina
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4 pensieri su “Chi ricorda più l’antica Atene?

  1. Ciao Corinina e buon pomeriggio. In un mondo dove “aristocrazia” sta avendo il sopravvento su “demo” ovvero il “potere” non è più del “popolo”, credo proprio che la passata gloria di Atene non abbia spazi. A meno che, non siano quelli speculativi. Non volevano che la Grecia dismettesse i suoi “gioielli” naturali e storici, per pagare i debiti? E infatti, viviamo un’epoca che di creatività, a meno che non sia quella degli squali della finanza, e cultura ce n’è ben poca. E’ vero, viviamo nel disordine e nella confusione ma, credo, sia giunto il momento, per gli onesti, di fare qualcosa di incisivo, anche duro se necessario: riprenderci cràtos per salvare démos. Aspettare ancora, sarebbe un disastro.

  2. … si trova sulla Tuscolana, facilmente raggiungibile con la metro linea A. Infatti, la libreria si trova nei pressi della fermata furio camillo.

    Mi pare sacrosanto che in tutto, come per il Tav, ci voglia dialogo e accordo. Il problema è che il dialogo non puoi farlo se non hai un interlocutore che ascolta e l’accordo, non può essere sempre quello che decide l’interlocutore che non ha ascoltato.

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