Un furto scoperto in tempo

In quel di Nemi ,pronta per essere trasportata all’estero ,c’era la statua di Caligola ,rappresentato in forma di Zeus,monumentale ,tagliata in due per non dare all’occhio ,in un tir: una statua che mancava e che era pronta per essere venduta in  un mercato clandestino,naturalmente costosissimo. Il Filologo Luciano Canfora sempre disponibile ad un commento opportuno, ha ricordato sul Corriere della Sera la sua biografia e come fosse pazzo fino al punto da nominare senatore il suo cavallo. Una delle tante bizzarrie d’altro canto  presenti anche tra  contemporanei : nello stesso quotidiano una pagina intera è stata dedicata, con tanto di disegno ornamentale, alla morte d’un gatto che la sua padrona tra le lacrime dice che ha raggiunto gli spazi galattici.  

Un furto scoperto in tempoultima modifica: 2011-07-13T11:54:07+02:00da corinina
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8 pensieri su “Un furto scoperto in tempo

  1. Ciao Corinina e buon pomeriggio! Ho letto di questo ritrovamento, da alcuni giornali locali! Spero, vivamente, che venga trovato anche il “destinatario” del pacchetto che avevano pronto per la spedizione. Probabilmente estero e, sempre probabilmente, Svizzera!

    La cosa buona è che facendo alcune verifiche sul luogo in cui è stata trafugata, hanno trovato nuovi e interessanti reperti archeologici. Parliamo dell’area del lago di Nemi dove, sembra, Caligola passasse gran parte del suo tempo!

    Sul gatto… beh, io amo i gatti ma la signora “esagera”!!

  2. Stranezze del leggere e brava a non fermarti solo ai fatti di cronaca. Alla morte di Oreste il mio primo gatto sperai per lui di andare nelle grandi praterie piene di scorribande di topolini grassocci e grandinate di bocconcini di pesce, fiumi di latte e laghetti di giallo di uovo con zucchero. Stranezze del pensiero e dell’affetto che può legare ad un animalino che non chiede nulla ma ricambia con delicatezze tutto quello che gli dai.

  3. Adesso ho Wisky, un ruffiano vagabondo sempre per giardini e orti in caccia.
    Dimagrito da strascicare la pancia a forza di mangiare code di lucertole ma a ottobre casa e grandi abbuffate e così rimette una bella pancia tonda.Buona domenica.
    Ps le tartarughe le ho di coccio nel prato.

  4. Giorni in cui mi è capitato di parlare dei diversi. Non intendendo se non della pazzia che caratterizza il genio. Non credo possa essere possibile stabilire cosa sia normale e cosa non lo sia perché in ambedue i casi dovremmo avere un punto di riferimento stabile e duraturo con il quale fare il parametro. In molti casi si fa riferimento a qualcosa di comunemente accettato quando si parla del normale, ma siamo proprio sicuri che ciò che viene comunemente accettato sia certamente riconosciuto come normale?
    Non credo affatto a questa teoria. Conosciamo artisti che sono geni creativi e prova a parlare con loro ti accorgerai di quanto rasentino la pazzia in moltissimi casi. Ma loro sono geni e non possono essere inseriti fra le fila dei pazzi o dei diversi…perché non lo sono ma il loro comportamento è spesso molto simile a quello di chi noi definiremmo certamente pazzo. In definitiva ritengo sia complesso riuscire a dare una esaustiva definizione della normalità. Credo che la bellezza del genere umano si riveli attraverso la diversità che è arricchimento dell’umanità stessa. Ed allora forse il cavallo proposto ed eletto come senatore è certo una prova di follia ma non è altrettanto follia eleggere persone che ostentano un’apparenza di sobrietà ed equilibrio e poi commettono i reati più nefasti in nome di chissà quale convinzione? Quanta gente ha dovuto perdere la propria vita solo per le proprie convinzioni religiose? Quanti hanno dovuto sopportare le angherie di dittatori che hanno sottomesso intere nazioni opprimendo lo spirito degli individui? Eppure erano persone considerate…normali. Il loro comportamento non dice altrettanto! Ribadisco che l’aggettivo normale è veramente di difficile accezione. Possiamo dire che è normale ciò che nel tempo si dimostra necessario. O normale ciò che rasenta la cosiddetta pazzia. Di sicuro è normale ciò che ci rende vivi e non causa il male agli altri. Penso sempre che se domattina qualcuno di noi con convinzione camminasse sulle braccia a testa in giù susciterebbe una tale attrazione che il giorno successivo sarebbero in molti ad imitarlo. Senza valutarne l’utilità..il senso. Ma lo farebbero. Poi c’è la sofferenza nel dolore. Qualsiasi dolore. Oggi c’è stato qualcuno con cui parlavo del dolore e mi ha chiesto di seguirla. Sono entrato in una stanza con una donna anziana semiscoperta e completamente esausta nel suo letto. Era in quel letto di sofferenze da almeno 15 anni e giorno dopo giorno aveva imparato la sofferenza e ad avere la dignità della sofferenza. La persona che mi ha mostrato questo è sua figlia che bada a lei da altrettanti anni e suo fratello e sua sorella la redarguiscono accusandola di occuparsi di lei per interesse. Perché non c’è fine alla miseria umana. E perché nessuno di loro nel momento in cui era stata richiesta la loro collaborazione ed il loro impegno…avevano risposto positivamente. Eppure abbiamo un retaggio di giudizio che non è facile scrollarci di dosso.
    La pazzia ben venga allora se vuol dire dedicazione ed esplosione di vita. Anche se non rientra nei parametri dei perbenisti privi di vita. Che fanno tutto..meno ciò che veramente vorrebbero. E se il destino di taluni vuole essere la morte interiore noi scegliamo sempre la vita…costi quel che costi anche di essere considerati..pazzi.

    un salutone corinina

    ……….Uomo

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