Cosa c’è che non va nell’inno di Mameli?

Giusto a ferragosto ,mentre tutti erano in corsa per il mare ed i monti ,arriva l’attacco all’inno nazionale italiano . A farlo è Bossi un personaggio originale, a dir  poco,che a dispetto della concordia civium mira alla discordia partium,forse per boicottare la prossima ricorrenza dell’unità italiana . A lui delle ricorrenze non importa proprio nulla ,nè della memoria storica condivisa ,nè  delle altre tematiche  patriottiche  nazionali che considera semplicemente baggianate. Sappiamo tutti che cosa gli interessi: il feudo che s’è creato su misura per  ricacciare indietro la storia italiana  all’alba del feudalesimo . Ma vorrei ricordargli che questa libertà di parlare,rivolgendosi ad una sola parte, gliel’hanno consentita le leggi di questo stato che denigra e che nel bene e nel male finora ha retto contro tutte le miserie e le difficoltà sociali,retto non significa risolto ,ma che è rimasto a combattere. Egli è poco rispettoso della libertà degli altri e non fa l’interesse di tutti i cittadini di questa nazione che merita di conservare il suo nome glorioso e pure il suo inno concepito nelle giornate di lotta anche lombarde. Ben altro è il progresso politico e civile che aspettiamo :non è sicuramente nel cambio dei nomi e nel risuonare dei dialetti distintivi delle regioni che pure hanno ragione d’essere come sempre è stato.  

Cosa c’è che non va nell’inno di Mameli?ultima modifica: 2009-08-17T11:29:00+02:00da corinina
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21 pensieri su “Cosa c’è che non va nell’inno di Mameli?

  1. Ciao Corinina, ho passato un buon ferragosto, ricco di divertimento. Tu?

    Sono assolutamente d’accordo con quello che dici nel tuo post.

    Bossi è irrispettoso nei confronti di quella unità che abbiamo ottenuto con forza, guerra e morti. La Lega pensa alla seccessione e non ai veri problemi del Paese che sono tantissimi, pensiamo ai poveri, che sono in molti e non come dice lo psconano, però, quando sento quelle parole mi indigno e mi arrabbiao, anche se sono parole non degne di essere ascoltate dobbiamo tenere sott’occhio la Lega, la quale può dar fastidio con la maggioranza che si ritrova, la Lega ha minacciato la seccessione, prepariamoci ad un autunno caldo. Buon pomeriggio!

  2. Come prima dicevo in altro blog, ci sarebbe bisogno di una rivoluzione.

    Ora si costruiranno queste centrali, il popolo sicuramente si ribellerà per via democratica, quindi, con la protesta pacifica, ma ci saronno i manganelli, e se loro prendono i manganelli noi dobbiamo organizzare qualche cosa che non sia pacifico come una rivoluzione. Buona giornata!

  3. Ciao corinina piacere di conescerti sono pienamente d’accordo con quello che dici Bossi irrspettoso soprattutto della gente che sta a sud, e poi con questa cosa di dialetto nelle scuole e davvero una bagianata, e come il professore di religione non serve a niente.

    Buona giornata.

  4. Cara Corinina io sono del parere che le ordinanze non devono essere fatte dal comune, ma dalla famiglia, unica responsabile dell’educazione e della formazione completa del figlio. L’aria chissà mai se un giorno limiteranno anche il consumo giornaliero!

  5. Il nostro è un inno di sottomissione ed è strano che le difese arrivano da sud, quel sud che prima della savoiarda invasione era ricco e che dopo essere stato defraudato si è ritrovato in braghe di tela ed in mano alla mafia da chi si è inventato questa presunta unità nazionale. Da sostenitore delle comunità locali non posso che esaltare i dialetti dal friulano al lampedusano. Attenzione però ad attaccare troppo Bossi (che io non amo in quanto usurpatore del federalismo) ed il nordismo (presunto) visto che sta nascendo il partito dl sud…se venisse votato in massa, come giudicare poi chi ha bistrattato il nordismo ma si è trasformato in sudista…sarebbe il segno tangibile che l’unità d’Italia non esiste davvero?
    Ho incontrato in questi giorni 8nel WEB) una formula che descrive il mio pensiero: Federalismo Integrale.
    Buona serata Cory.

  6. Ben trovato Giorgio! Mi è mancata la tua verve nel commentare i fatti politici. Non bisticceremo per il federalismo,vero,specie ora che è sulla dirittura d’arrivo ? Sai come la penso sull’unità nazionale. Il mio pensiero riflette quello del presidente Napolitano. Nessuno se l’è inventato .Nel ’61 è stata una realtà oggi messa in crisi,una delle tante crisi che sopportiamo. Corinina

  7. Eh, eh, Cory…dipende da cosa si intende su federalismo su quello in “dirittura d’arrivo” mi sono espresso più di una volta, anche in tempi non sospetti…non si litiga mai, al limite si discute difendento il propio pensiero…

    In questo reseconto di un meridionale, commento ad un post dl mio amico Enrico, trovo presenti molte verità…ovviamente non pretendo che tu le condivida ma te le lascio…Buona giornata Cory.

    L’Unità d’Italia storicamente è stata ottenuta annettendo il Regno delle due Sicilie con un’operazione militare appoggiata internamente da forze oscurantiste, l’aristocrazia latifondista. Questa vedeva fortemente compromessi i propri interessi, da una aggressiva politica di ammodernamento, iniziata da Ferdinando di Borbone. Il processo di ammodernamento prevedeva una profonda riforma agricola ed un processo di industrializzazione che avrebbe modificato profondamente i rapporti di potere all’interno del Regno (prima tratta ferroviaria in Italia, Fiorente industria Tessile). Di fatto, al di là delle leggende che raccontano nelle scuole di primo e secondo grado, l’operazione tecnicamente fu un colpo di stato, Garibaldi militarmente rappresentava il nulla, le forze che sovvertirono realmente l’ordine Meridionale erano indigene. Le masse come al solito erano state manipolate con la disinformazione, promettendo loro la fine del latifondismo e la consegna delle terre ai contadini. Il popolo meridionale insorto, fu ripagato invece con l’impoverimento ulteriore, in quanto sulle terre demaniali, dove i Borboni permettevano la libera coltivazione, furono consegnate all’amministrazione dei “Galantuomini” che pretesero compensi dai contadini già affamati. Le conseguenti ribellioni popolari per fame, furono soffocate nel sangue, con la deportazione e con l’arruolamento forzato della durata di dieci anni delle giovani generazioni.
    I “Baroni” ebbero il mantenimento dei privilegi. I “Galantuomini” (traditori), ebbero la gestione dell’amministrazione pubblica.
    I Piemontesi trasferirono nel nord italia le immense ricchezze in oro del Regno Borbonico, le industrie, le banche, i commerci e tutto quello che fa ricco un paese.
    La popolazione meridionale in pochi anni, dopo la soppressione dei moti popolari (il Brigantaggio), da nove milioni si ridusse a tre milioni grazie alla miseria ed alla conseguente emigrazione di massa.
    Il nuovo Regno d’Italia e successivamente la Repubblica hanno gestito l’Italia Meridionale come una colonia. Il progressivo degrado economico e sociale, progressivamente aumentato a causa di un abbandono sociale e politico del mezzogiorno, ha permesso la costituzione delle potentissime organizzazioni mafiose e la sovrapposizione allo Stato.
    Dopo 150 anni di fallimenti, credo che è doveroso portare i “Bilanci della Storia” dello Stato Italiano davanti al “Tribunale Fallimentare” e dichiararne il fallimento.
    Ridare al libertà al Popolo Meridionale, con la costituzione di un Nuovo Stato Indipendente Sovrano Federativo delle Regioni del Sud Europa (ex Regno delle due Sicilie), separato dal Centro e dal ‘Italia, con una Nuova Costituzione, Governo, Banca Nazionale, Moneta, Magistratura, Leggi, Esercito, Polizia, Pubblica Amministrazione. Per una Politica Economica, Sociale e di Sviluppo autonoma, che in uno stato Italiano, ci viene negato da uno strapotere Politico ed Economico concentrato nelle oligarchie del Nord che determinano il perpetuo fallimento del Sud.

    La logica dei “Galantuomini del Sud”, compari delle oligarchie antimeridionali del Centro – Nord è quella di mantenere i privilegi di pochi con lo sfruttamento dei più. Da 150 anni manca lo Stato, il Diritto, L’Ordine Pubblico, La Politica Economica. Da 150 anni viene premiato il carcinoma sociale del Sud asservito ai Potentati del Nord.

    E’ ora di rigettare le artate menzogne di Stato, sulla incapacità dei Meridionali, per ingenerare sensi di colpa e mancanza di reazione.

    Basta! È ora di svegliarsi. E’ ora di cominciare ad AGIRE!

    Tommaso

    Scritto da : Tommaso | 21/08/2009

  8. Ho letto l’articolo e mi è sembrato distorto e falso a-posteriori.
    Può darsi che ci siano state mire di famiglie potenti e di sovrani che abbiano influenzato il percorso storico ,nel suo primitivo progetto,ma resta un dato di fatto incontrovertibile che la storia non si giudica guardando dall’alto ,ma considerando anche i movimenti popolari e questi ci sono stati .Basti pensare ai numerosi moti mazziniani e poi,dopo il ’48 , alle annessioni di intere regioni al progetto unitario con i plebisciti,che vuol dire consenso in forma di referendum delle popolazioni interpellate. Potrei fornirti le date ,perchè la storia la conosco da tempo. Poi l’Ottocento è stato il secolo dei nazionalismi:solo l’Italia continuava a non essere un paese nazionale rispetto ad altri europei che da lungo tempo avevano raggiunto questo traguardo ,vedi Francia, Inghilterra, Spagna. Non poteva discutere dei suoi problemi in un Congresso allargato alle altre potenze ,per organizzare alleanze e scambi. Diventare una Nazione ,insieme con la Germania, fu il sogno che faceva di loro non una moltitudine di straccioni e ribelli ,ma di popoli civili e organizzati con un comune programma. Massimo D’azeglio riconobbe l’ardimento di tale progetto,quando nel 1861 ebbe a dire: L’Italia è fatta. Facciamo ora gli Italiani. Ti concedo che questa seconda parte del progetto non sia stato realizzato. Troppo divisi e qualunquisti per potersi amalgamare. Ma l’Italia come Nazione è giovane: deve maturare con opportune correzioni e riforme,senza fare il processo a quello che è stato due secoli fa .Ora torna opportuno stravolgere il tutto,ragionando alla rovescia,con il senno di poi. Corinina

  9. Ciao Cory e buon We, l’eerore non sarà tangibile poiché Tommaso cmq non ha lasciato un link…sulla storia ammiro chi la studia, segno di cultura, con un piccolo appunto (non polemico verso di te), la storia la scrivono i vincitori. Sulle annessioni, la storia non comprovata parla di un voto per l’annessione della Serenissima all’Italia svoltosi sotto la minaccia dei fucili fuori dalle urne…non c’eravamo…ci fidiamo dei vincitori…con più o meno riserve…

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