Uno sguardo all’universo

Remo Mandolesi ,italiano di 64 anni, sta seguendo la fortuna del grande razzo Ariane-5, con a bordo due  telescopi cosmici, che ha preso a viaggiare nello spazio dalla rampa della foresta amazzonica,qualche settimana fa .In qualità di direttore dell’Istituto di fisica cosmica della sezione di astrofisica nazionale di Bologna ,insieme con il francese J. Puget ,coordina 400 scienziati in tutta Europa per studiare l’origine dell’universo. La sfida è di capire in dettaglio la natura della materia e dell’energia .Fanno parte del team anche gli italiani M. Bersanelli dell’università di Milano e A. Zacchei dell’osservatorio di Trieste. Ci sono ancora delle zone oscure in questo campo della conoscenza e questo esperimento forse contribuirà a dare risposte più certe. Il telescopio,specie quello detto Planck ,promette di fare la foto forse più precisa ,mai vista prima sull’origine dell’universo. Potrà riprenderlo quando la grandezza dello stesso era pari a quello d’una arancia ,380.000 anni dopo il BigBang.Vertiginosa corsa all’indietro,mentre a noi sembra oggi che tutto sia definito e forse dimenticato.La memoria cosmica è infinitamente più lunga di quella corta e miope del tempo corrente!

Uno sguardo all’universoultima modifica: 2009-05-29T14:49:00+02:00da corinina
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17 pensieri su “Uno sguardo all’universo

  1. Ciao Corinina… questo viaggio nel “tempo”, alla scoperta delle origini dell’universo che ci circonda, sembrava qualcosa che potevamo vedere solo nei film di fantascienza e, invece… leggevo pochi giorni fa che lo sparano a 1,5 milioni di chilometri dalla terra. E’ qualcosa che già ad immaginarla, si fa fatica!!! Quello che mi piace, poi, è la presenza degli scienziati… italianissimi!! Qualcosa di buono la facciamo vedere anche noi, all’estero!!

    Ti auguro un bel fine settimana e ciao.

  2. Ciao Cory, non lo dico perchè non lo sapevo…ho scelto GL perchè tra i movimenti della resistenza è quello che mi ha sempre un pò affascinato e perchè Rosselli ha passato del tempo nelle carceri comasche, tanto da avere dedicata una grossa strada ai due fratelli. Fammi sapere se eventualmente ci si può iscrivere alla loro newsletters, a presto, Giorgio.

  3. affascinantissimo questo viaggio, chissà la memoria storica dell’universo cosa ci restituirà…
    secondo la meccanica quantistica, da quel che ricordo molto sommariamente, l’oggetto rimarrebbe in uno stato indefinito fino al momento dell’osservazione…(c’ho detto?) :=)

    buona giornata, ponte oggi?

  4. Bah Cory…io da sempre (per il poco che posso capirci) sono convinto che noi i requisiti per entrare in Europa non li avevamo, ma che siamo un bel posto dove fare approdare i diseredati di tutto il mondo…e guarda caso da noi si fà di tutto per farli entrare…balle politiche escluse, ma sono balle…
    …srò un qualunquista (ogni tanto me lo dicono) ma Monti è una ruota dell’ingranaggio…cmq quello che dici è vero, solo che secondo me non si tratta di incapacità o negligenza…
    Per che giornale lavori, mi piacerebbe leggere i tuoi articoli (sei giornalista vero?), buona serata, Giorgio.

  5. Intanto essere ottimisti è comunque un vantaggio, l’atteggiamento di fondo è basilare. Certo è che poi il nostro modo di pensare e di conseguenza, creare il mondo, deve per forza di cose incrociare dinamiche che non possiamo controllare direttamente. L’interazione penso nasca per somiglianza, assonanza o qualcosa del genere. Cerchiamo energie che siano simili alle nostre e all’interno di questo vortice di vita, abbiamo un min e un max all’interno del quale ci stanno un tot di eventi che possono far parte del nostro film…

    uhmmmm, misà che è la fame 🙂

  6. Sarò felicissimo di leggerli.
    Quando parli di un europa che abbiamo fondato intendi il MEC o roba di quegli anni vero? Perchè l’europa dei sei la abbiamo fondata anche noi, ma di acqua sotto i ponti ne è passata nel frattempo…
    Felice WE, Giorgio.

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