Parola e silenzio

E’ il tema scelto per il prossimo Festival delle Letterature che si terrà a Roma dal 20 maggio al 19 giugno,alla Basilica di Massenzio . E’ il settimo anno consecutivo di questa lodevole iniziativa che vede  quest’anno confrontarsi autori di successo come Carlo Lucarelli ,Andrea Camilleri,Mario Desiati e tanti altri. Ecco in anteprima cosa pensosull’argomento:                                                                                                                   Il silenzio prolungato ed ininterrotto non appartiene al mondo dei viventi  ,ma intramezzato da parole acquista il significato d’uno spazio di riflessione,punteggia e valorizza il ssenso che intende esprimere ,lo isola quasi in un contesto diverso dal consueto,lo carica d’una significazione plurivalente. La parola pronunziata seguita da una breve pausa di silenzio rimane come sospesa su una soglia più alta di comprensione,come se volesse attingere ad un universo misterico nel quale chiede d’entrare per far parte d’una rivelazione ancora ignota. La parola è come una nota musicale che apre un concerto:più è carica di tonalità,più crea quell’attesa di supplementari altre note che racchiudono l’armonia. Non parlo solo del silenzio che deve far parte del registro lirico,ma pure di quello che attiene ad una comunicazione  cui si vuol dare particolare importanza.

Parola e silenzioultima modifica: 2008-05-15T11:55:00+02:00da corinina
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9 pensieri su “Parola e silenzio

  1. Direi che il senso e’ un po’ quello che a tanti manca e cioe’ prima di far uscire le parole dalla bocca bisognerebbe pensare a quello che si sta dicendo e mentre escono non staccare il senno dalla lingua ma abituarlo a riflettere su ogni singolo suono che emettiamo cercando di dargli un significato semplice e chiaro ma soprattutto sensato
    un bacio

  2. Ciao Cori, grazie per la tua visita … oggi avevo davvero bisogno di una parola amica e rialiacciandomi a ciò che ti ha scritto Lupo .. esprimo la mia sofferenza nonchè disperazione
    dettata proprio dal suo pensiero:
    ……. “che il senso e’ un po’ quello che a tanti manca e cioe’ prima di far uscire le parole dalla bocca bisognerebbe pensare a quello che si sta dicendo e mentre escono non staccare il senno dalla lingua ma abituarlo a riflettere su ogni singolo suono che emettiamo cercando di dargli un significato semplice e chiaro ma soprattutto sensato”
    la mia disperazione è tanta oggi … le mie parole non possono sprimere quanta !!!! vorrei fuggire, vorrei prender solo mio figlio e andare, andare dove non sò ma sicuramente dove le parole non possono ledere la mia dignità …. che oggi è stata colpita duramente … perdona il mio sfogo ma oggi è davvero una giornata da dimenticare …. un grazie di cuore

  3. In risposta al tuo commento :
    Bella discussione. No non sono daccordo con te . Si può e si deve descrivere e dividere il fatto dall’opinione. Il fatto è descrizione , il fatto è una fotografia, ed il lettore può farsi una propia opinione. E’ altresì valido il pensiero del giornalista basta che non sia mischiato con il fatto.Non mi piace il giornalismo del tipo ” sbatti il mostro in prima pagina ” tanto per intendersi. Nell’esempio che ho fatto volevo solo dire che tutto poteva essere gestito con più delicatezza , non sarebbe cambiato nulla.
    Il mio non è un attacco generalizzato alla categoria , ma ad un certo modo di porre la notizia. Esempio trovo molto onesto Travaglio che segnala fatti , poi dopo da il suo giudizio ( condivisibile o meno ).

    un caro saluto
    gowen

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