Ancora sulla morte

C’è morte e morte,si diceva prima a proposito di Biagi,ma quelle morti che sono successe appena pochi giorni dopo ,intendo dell’americana Meredith a Perugia e del tifoso italiano Gabriele nel Lazio ,entrambi uccisi in circostanze poco chiare ,non sono ammissibili e lecite .Nessuna giustificazione può esserci per la soppressione della loro giovane vita innocente . Denunziano soltanto un certo lassismo nel fondo della nostra società e un grande permissivismo nell’abuso  di alcool ed armi e droga. Basteranno maggiori controlli per avere la situazione sotto controllo? Credo che sia una questione d ‘educazione e di civiltà. Se si allentano le idee che riguardano la difesa della vita,il rispetto del prossimo,la  dignità  la  rispettabilità ,l’onestà può succedere di tutto,anche la catastrofe. Saremmo allora un pianeta evoluto ,ma per niente più umano.

Ancora sulla morteultima modifica: 2007-11-12T16:35:00+01:00da corinina
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12 pensieri su “Ancora sulla morte

  1. Ciao Corinina, grzie per il tuo simpatico e bel commento, sono le stesse cose che amo io, l’arte di strada, senza orpelli e compromessi…Sulle Morti di questi giorni, la ragazza americana, il giovane tifoso, le altre morti violente, ci sarebbe da scrivere un mucchio di cose…Quello che penso io è che stiamo ormai entrando in tutta fretta in una società che sta sostituendo i valori educativi emozionali, quindi valori veri, positivi, condivisi, tolleranti, rispettosi, ad altri dis-valori cosiddeti tecnologici, in cui quel che conta è apparire, apparire, apparire, ad ogni costo. Col cellulare più figo, con l’auto più potente, con gli abiti firmati, col bullismo e la prepotenza di chi nel branco si sente invincibile, mentre da solo è nient’altro che una nullità. E’ morto un giovane tifoso della lazio, un giovane tranquillo, pacifico, amico di tutti, non un ultras che va allo stadio disinteressandosi della partita, ma col solo scopo di far male, di distruggere tutto quento è possibile. E’ morto ammazzato da un poliziotto che è vittima anch’esso di questo mondo cialtrone e arrivista, un poliziotto che per un tragico errore ha sparato un colpo che non doveva. Sono entrambi la rappresentazione chiara di questa società, in cui conta solo il dio danaro, l’essere belli, temuti, rispettati, ossequiati. Ogni domenica, in tutte le autostrade d’Italia, quando il branco di ultras si muove per andare in trasferta a vedere la partita, decine di autogrill vengono assaltati, saccheggiati, distrutti…Credo che bisogna loro impedire, perchè li si conosce tutti per nome e cognome, di muoversi di casa la domenica, di guardarsi la partita in tv. Altra cosa che bisogna fare è privatizzare gli stadi. Le società di calcio hanno profitti enormi, è ora che l’ordine pubblico ricada su di loro. E’ inammissibile che la domenica migliaia di poliziotti, carabinieri, vengano impegnati a mantenere l’ordine negli stadi, distogliendoli da cose ben più serie da seguire. Le società sportive sono aziende private, come le banche, come i supermercati, ecc: hai mai visto dentro una banca o un supermercato un poliziotto di guardia? No, perchè la sicurezza e il controllo è svolto dalle guardie giurate. Così deve essere negli stadi, basta con gli agenti tra gli ultras a prendere colpi, devono starne fuori, a garantire la sicurezza nelle strade. Le società, che finanziano peraltro i gruppi di ultras, devono prenersi le loro responsabilità. Nel resto d’Europa sta succedendo così, il problema lo stanno risolvendo privatizzando gli stadi e garantendo la sicurezza attraverso società private…pensa che ormai in tantissimi stadi europei non esistono nemmeno le recinzioni tra gli spalti e il terreno di gioco, eppure gli incidenti si sono ridotti al minimo. Io penso che questa sia la strada, altrimenti non se ne esce più…Un caro saluto e un abbraccio. Carlo.

  2. Quello a cui stiamo assistendo è a materializzazione della bestia che esiste nella società moderna, in cui i valori sono morti o per lo meno sbiaditi e dove la vita delle persone vale meno di una partita di calcio.
    Interessi, solo interessi, semplicemente sporchi interessi.
    Su questo altare si sacrifica la civiltà.
    Un abbraccio
    Francesco

  3. Sia i genitori che i figli soffrono oggi di una frattura generazionale che discerne da molte cose. La droga, tutte le droghe, stupefacenti, alcol, ma anche televisione, dis-valori che cancellano le emozioni vere, la mancanza di sogni, di desideri, di passioni, sono le cause principali di questa frattura. E genitori e figli non sono attrezzati, nel mondo di oggi, ad affrontarla. La scuola insegna ma non educa, i giovani no hanno punti di riferimento validi, i genitori spesso sono sordi alle urla dei ragazzi che chiedono aiuto, perchè anche loro si trovano in un territorio dell’anima in cui le cose sono cambiate talmente in fretta che non hanno avuto il tempo di rendersene conto. Non è semplice recuperare, a volte reprimere e rifiutarsi può essere dannoso, come lo può essere il troppo permissivismo. E’ necessario che in qualche modo si trovi una via di fuga condivisa da genitori e figli, un rifugio dove governare i conflitti e i rancori, le accuse e le controaccuse…Capire insomma che le cose della vita non colpiscono solo una delle due parti, ma tormentano entrambi, ed entrambi possono, col dilogo e la condivisione, uscire fuori dal baratro che la società della tecnica e dell’apparire ha risucchiato tantssimi esseri umani, siano essi giovani o meno giovani. Un caro abbraccio. Carlo.

  4. Ligabue mi piace molto, ha scritto testi molto belli e intensi, profondi, che riescono a scuotere l’anima…Ciò he dice Gibran lo interpreto nel senso che anche il silenzio, spesso, è una forma di comunicazione, sia con gli altri che con se stessi…Il silenzio a volte riesce a farti percepire delle cose che sarebbe impossibile capire altrimenti…E credo che ogni tanto un pò di silenzio dobbiamo donarcelo, per noi stessi, non credi? Non so se arriverò lontano, non so nemmeno se lo voglio, voglio solo capire, scoprire, cercare, condividere…Come cantava Branduardi in una sua vecchia canzone, “…vorrei essere una gialla velatura, gonfia verso un paese senza nome…” Un saluto stellatissimo. Carlo.

  5. Al parlamento? Scherzi??? In mezzo a quei tromboni e palloni gonfiati? A parte che è obbligatoria la cravatta, e io non l’ho messa nemmeno quando mi sono sposato (l’ho messa però quando mi sono separato:), e poi non è un mondo che fa per me…magari si guadagna anche fin troppo bene, ma devi stare sempre con una palla al piede, scendere a compromessi, ubbidire alle direttive di partito…Chi mi voterebbe poi? In Sardegna ci sono più pecore che abitanti, magari quando daranno il voto a loro vedrò:) Baci e hasta siempre. Carlo.

  6. Sono contento di averti fatto ridere:) se manca un pò di sano umorismo stiamo inguaiati, non credi?? Ridevo anche io immaginandomi im mezzo a quella gente, e proprio non mi ci vedevo…Perchè non tu invece? Sarebbe una bella cosa, in politica le donne, in genere, sono senz’altro più capaci, toste e determinate degli uomini…(e non solo in politica…) Un bacio e hasta siempre, e non smettere mai di sorridere quando è il caso, anche quellq è una botta di felicità… Buon fine settimana. Carlo.

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