Per ricordare Gramsci

Ricorre il settantesimo anno della morte di A. Gramsci ,l’autore dei “Quaderni del carcere” ,morto durante la lunga prigionia ed il suo caso di “eretico” ,come è stato definito, del partito comunista ,che pure aveva concorso a creare, è ancora in discussione. Ha fatto bene o è stato imprudente a mettere il dito nella piaga aperta d’una società e d’una cultura italiana a cui non aveva voluto riconoscere l’identità di nazional popolare? Il problema poi della funzione degli intellettuali ,a cui tanto s’è appassionato,non è stato ancora risolto: devono sparire come in effetti stanno per fare  o divenire organici alla società ?  Dai numerosi meetings che sono in programma per la  celebrazione della ricorrenza organizzata dalla fondazione che porta il suo nome ci auguriamo d’avere risposte più compiute.

Per ricordare Gramsciultima modifica: 2007-09-03T21:35:00+02:00da corinina
Reposta per primo quest’articolo

7 pensieri su “Per ricordare Gramsci

  1. Gramsci, insieme ad Enrico Berlinguer, rappresenta oggi l’icona del neocomunismo italiano. Il suo ‘non estremismo’ lo ha fatto preferire a personaggi, di caratura internazionale, come Stalin e Lenin. A questo poi si aggiunge il suo sforzo di applicare il socialismo reale alla realtà italiana.
    Non molti sanno che l’apertura mentale di Gramsci da portarlo a considerare il ‘modello americano’ come esempio di società senza privilegi di classe (o di casta)…
    Ciao a tutti!

  2. Riscrivo il penultimo periodo del commento, ho omesso un paio di parole che ne oscurano il senso.

    “Non molti sanno che l’apertura mentale di Gramsci fu tale da portarlo a considerare il ‘modello americano’ come esempio di società senza privilegi di classe (o di casta)…”.

  3. “Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

    11 febbraio 1917

  4. Antonio Gramsci, uomo della mia terra, grazie per averlo ricordato…in troppi lo hanno dimenticato, come hanno dimenticato Berlinguer…Eppure, nei suoi Quaderni dal carcere Gramsci ha offerto insegnamenti e riflessioni che ritroviamo attuali e presenti ancora oggi. Uomo schivo, di poche parole, sapeva spiegare le cose, gli avvenimenti come nessun’altra persona ha mai saputo fare. la sua avversione al fascismo gli procurò il carcere e la morte, e il carcere stesso fu per lui una fucina di idee e pensieri che avrebbero conquistato il mondo. Uomo del sud, sapeva una verità ancora tragicamente valida e mai risolta: che senza risolvere il probmela del sud, la questione meridionale, come lui la chiamava, nulla in Italia poteva essere risolto. Aveva ragione. la verità sta ancora oggi sugli occhi di tutti. Grazie ancora. Hasta siempre. Carlo.

Lascia un commento